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Ancora musica a tutto volume in Darsena. Al Cembalo tremano i vetri. Il frastuono si sente anche a Carignano e alla Foce – VIDEO

L’eco del chiasso si sente persino dalle alture di San Teodoro. Ieri gli abitanti del Cembalo e di via Gramsci avevano segnalato esasperati il volume troppo alto anche oltre l’una di notte, a fronte, tra l’altro, di una frequentazione dell’evento decisamente esigua

La musica alla Darsena, in occasione della Genova Jeans Week, tiene svegli per la seconda serata di seguito i residenti del Cembalo, ma anche quelli di via Gramsci e di altri quartieri della città. Per il gioco del vento, stasera, la musica a tutto volume si sente forte anche a Carignano e alla Foce. Dai due quartieri i cittadini stanno scrivendo post di protesta sulle proprie bacheche Facebook e sui gruppi di quartiere.

I condomini del Cembalo hanno chiamato la Polizia locale, che è arrivata sul posto, ma la manifestazione, organizzata dal Comune, avrebbe tutti i permessi in regola. Nulla si può, dunque, fare, per evitare ai cittadini la seconda notte insonne, ma la Polizia locale avrebbe chiesto di abbassare il volume del 25%. Alle 23:30 questo non è ancora avvenuto.

«Stanno tremando i vetri» racconta Federica, che già questa mattina ci aveva chiamato per segnalarci i disagi subiti.

Questo è il video ripreso dal corpo del Cembalo più lontano dalle casse acustiche. Si vede bene che la frequentazione della manifestazione è assai esigua.

Nonostante le proteste di ieri notte e stamattina, il volume continua a essere molto alto. In un gruppo della Foce parlano di «Musica martellante che invade tutto il quartiere». Quartiere che non è proprio vicinissimo alla fonte di emissione.
Al Cembalo, i cittadini hanno misurato i decibel con una app del cellulare. Magari non è precisissima, ma rende bene l’idea. Il rumore arriva quasi a 100 decibel quando il limite massimo delle emissioni notturne ammesse dalla zonizzazione acustica è esattamente della metà: 50 decibel.

Aggiornamento: ci sono arrivate segnalazioni anche da Castelletto. Lorenzo, Ida e Paolo, che abitano in via Gramsci sono esasperati. I lettori ci stanno scrivendo a raffica per testimoniare quanto sia invivibile la situazione.
Lorenzo spiega che «sembra di avere le casse in casa». Paolo commenta: «Questa non è musica, è rottura di c…». Ida dice: «È la seconda sera di rottura di scatole. Nonostante i doppi vetri è come averla un casa. All'”immaginifico” evento c’è una trentina di persone, contate dalla finestra. Sono questi sono gli eventi culturali di Genova?!!! Almeno potevano piazzarli dalle Palazzine dietro i Magazzini del Cotone, al Porto Antico, dove non ci sono abitazioni private».

Aggiornamento: invece di abbassarsi, la musica si è alzata, raggiungendo secondo le app di misurazione (lo ripetiamo, non “ufficiali”, ma che danno una precisa idea della situazione) i 110 dB. Anche i ferrovieri che al Ferrotel di via Balbi tentano di dormire per riprendere il lavoro domattina presto lamentano un forte rumore.

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